DS

Mercoledì, 11 Giugno 2014 14:19

Incontro con i Sindaci

foto sindaci

 

  • Il giorno 11 giugno 2014 alle ore 11:00, presso i locali della sede centrale di Pavone si sono ritrovati i sindaci dei Comuni del Comprensivo insieme al Dirigente Scolastico arch. Antonio Balestra.
  • Erano presenti Alessandro Perenchio Sindaco di Pavone, Franca Sapone Sindaco di Banchette, Paolo Giordano Sindaco di Samone, Elena Caffaro Sindaco di Lessolo, Laura Fogliato Sindaco di Fiorano ed Elio Ottino Sindaco di Salerano.
  • Erano inoltre presenti Lina Pasca vicesindaco di Banchette ed il consigliere di Fiorano Laura Zoppo.
  • E’ stata l’occasione per conoscere i nuovi Sindaci e mettere le basi per una collaborazione fra l’Istituto e le Amministrazioni del territorio.
  • foto studio con sindaciIl Dirigente Scolastico, che ha salutato i Sindaci a nome dei docenti e del personale della scuola, ha presentato i numeri degli iscritti alle classi delle singole scuole.
  • E’ stata inoltre proposta, da parte del Dirigente Scolastico, una bozza di convenzione tra l’istituto Comprensivo di Pavone ed i Comuni per l’attuazione dell’offerta formativa e la gestione da parte della scuola dei relativi finanziamenti comunali per il prossimo anno scolastico.
  • La convenzione, che verrà discussa nei prossimi mesi, avrà l’obiettivo di razionalizzare i servizi di competenza dei singoli Comuni, come ad esempio i servizi di prescuola e post-scuola.
  • Inoltre si cercherà di armonizzare e regolarizzare il trasferimento fondi da parte dei Comuni all’istituto Comprensivo di Pavone per le spese per il funzionamento e per il sostegno alla programmazione educativa e didattica dell’Istituto Comprensivo.
  • Saranno concordate ed inserite nella convenzione le modalità di ripartizione delle spese da parte dei singoli Comuni.
  • Sono state inoltre approfondite le tematiche relative alle iscrizioni provenienti da Comuni non rientranti fra quelli del Comprensivo ma territorialmente gravitanti intorno alle scuole dell’Istituto. I Sindaci, in pieno accordo con il Dirigente Scolastico, hanno ribadito la volontà di garantire il diritto alla libera scelta da parte delle famiglie, auspicando una sottoscrizione di un accordo con i Comuni limitrofi che prenda in considerazione un’equa ripartizione delle spese sostenute per il funzionamento dei servizi scolastici in base agli iscritti.
  • Questa linea sarà confermata nell’incontro del pomeriggio fra il dirigente Scolastico, il Sindaco di Banchette Franca Sapone ed i Sindaci dell’Unione delle Terre del Chiusella.

L’incontro, improntato alla massima cordialità e spirito di collaborazione si è concluso con un incontro conviviale fra i Sindaci, la vicepreside prof.ssa Paola Borriello, la seconda collaboratrice Stefania Crudeli ed i fiduciari degli undici plessi:

Maria Fogaroli infanzia Banchette, Patrizia Veronese infanzia Fiorano, Elena Giordano infanzia Pavone, Nella Borzi infanzia Samone, Florianna Meduri primaria Banchette, Katia Scavarda primaria Lessolo, Rosaria Ribbera primaria Pavone, Nunziata Zingale primaria Samone, Francesca Rogai e Massimo Anselmetti medie Banchette, Paola Dallan medie Lessolo, Stefania Durando medie Pavone.

Un grazie  a tutti loro!

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  • GIOCHI MATEMATICI D'AUTUNNO CLASSIFICHE C1 e C2
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  • giochi matematiciA novembre in tutte le sedi dell’IC di Pavone (scuola sec di I grado), si sono svolti i Giochi matematici d’Autunno, gara proposta dall’Università Bocconi di Milano.
  • Da più di 10 anni, i ragazzi, che lo desiderano, affrontano situazioni matematiche divertenti, che richiedono intuizione, logica e competenze matematiche.

 

 

CLASSIFICHE FINALI

Sabato, 17 Maggio 2014 14:08

il coraggio delle imprese africane

  • censuraE’ passata una settimana dall’evento sul femminicidio e rimangono le emozioni e le sensazioni, che le persone straordinarie  che sono state con noi ci hanno lasciato, ed il senso della scommessa che ci dovrà accompagnare nel nostro lavoro che lavoro non è.
  • Mi ero riproposto di ripercorrere le alquanto incomprensibili (per usare un eufemismo) posizioni della stampa locale nei confronti del nostro istituto e l’avrei fatto a ritroso, ma ritengo sia doveroso adesso riflettere sullo spazio che i giornali ed i mass media hanno dedicato all’evento.
  • Inizierei da alcuni dati oggettivi. Il 9 maggio all’anfiteatro di Montalto Dora erano presenti circa trecento spettatori, fra cui  diversi sindaci e politici locali, rappresentanti delle forze dell’ordine, della ASL TO4, del consorzio in.re.te, di fondazioni del territorio, di associazioni operanti contro la discriminazione nei confronti delle donne. Erano presenti  inoltre numerosissimi docenti, e molti dirigenti scolastici del territorio e della Provincia.
    Sul palco c’era la più grande scrittrice italiana contemporanea, due dottoresse coraggiose che sono fra le promotrici di un protocollo interistituzionale che favorisce l’accoglienza al pronto soccorso di persone appartenenti alle fasce deboli  vittime di violenza.  Un protocollo che si sta diffondendo in tutta Italia grazie alla tenacia ed al coraggio di donne e uomini che in prima linea lavorano nell’emergenza dei pronti soccorsi e delle Procure italiane.  C’era una rappresentante dell’Ufficio Scolastico regionale. Era presente l’organizzatore e la giovane editrice siciliana che porteranno l’evento in Sicilia creando un simbolico e reale ponte far la nostra regione e l’isola. Sulla spinta dell’energia trasmessa dal carisma di Dacia Maraini, dall’entusiasmo e dalla carica delle dottoresse toscane, sono state messe le basi per un progetto pilota che potrebbe prendere l’avvio proprio dal canavese e che dovrebbe vedere l’avvio di un campus di formazione per “sentinelle” che operano nell’ambito scolastico a cura della task force guidata dalla dottoressa Vittoria Doretti.
    4Insomma c’erano tutte le condizioni per un evento che avrebbe dovuto avere  la massima  attenzione da parte degli organi di stampa locali. 
    Invece la presentazione alla stampa dell’evento è stata disertata in massa da tutti i giornalisti. A seguito di un altro comunicato stampa è stata data qualche residua notizia dell’evento e pochissimo è stato lo spazio riservato nei giorni successivi. Alcuni giornali hanno preferito ignorare del  tutto la notizia.
    Gli stessi giornali che il giorno dopo davano grande risalto al salvataggio di tre anatroccoli che rischiavano l’annegamento nella Dora ad Ivrea. Gli stessi giornali che nei giorni precedenti avevano speso notevole quantità di pagine e di inchiostro per raccontare l’arrivo in Canavese di  Jimmi Ghione di “striscia la notizia”. Gli stessi giornali che avevano dedicato intere pagine sulla diffusione di un video privato, senza tralasciare con morbosità i  particolari più pruriginosi, mettendo alla berlina una giovane donna eporediese.
    Mi chiedono perché in questi due anni di mia dirigenza non sia stato dato risalto alle numerose iniziative organizzate dalla nostra scuola mentre  invece non sono mancati articoli anche diffamatori di attacco alla scuola. Le risposte possono essere tante ma forse potrebbe risultare in parte chiarificatore questo bel siparietto avuto con una giornalista e con il redattore di un giornale locale. Forse sarà più chiara la differenza fra chi si piega ai giochi dei piccoli poteri e chi difende con determinazione la scuola libera.
    Dopo la conferenza stampa andata deserta invio il comunicato stampa con il quale diffondo i particolari dell’evento.  Dopo 5 minuti ricevo una email da una giornalista di un giornale locale che scrive:
     “ Ne approfitto per chiederLe se ha ricevuto il nostro invito a partecipare all'iniziativa promossa da anni ormai dal nostro circuito di media locali, denominato (omissis). Fino a due anni fa abbiamo sempre ricevuto adesioni”. Incredulo rispondo:
    “Mi informo venerdì in sede. Spero che non ci siano legami fra le due cose”.
    La giornalista replica: “E' per sapere perché fino a due anni fa c'erano adesioni e poi non ci sono più state. Solo per capire cosa e' cambiato nella scelta.
    Forse come in questo caso non è arrivato l'invito. Per questo mi chiedevo se aveva ricevuto la lettera”.
  • Tralascio la continuazione del dialogo e l’inserimento del solerte redattore che mi fa la sua bella lezioncina sul codice deontologico dei giornalisti assicurandomi la pubblicazione di un articolo sull’evento. Cosa che chiaramente non avviene.
    Credo, e ne sono fermamente convinto, che la dignità di una scuola, dei suoi studenti e degli insegnanti non possa essere svenduta per due articoli o per un po’ di visibilità,  in cambio di qualche copia di giornale acquistato. Continuerò a difendere l’autonomia del nostro istituto nonostante i continui attacchi ed il boicottaggio ad ogni nostra iniziativa e continuerò a farlo denunciando questi episodi e chi abilmente li orchestra.
    Con questo evento abbiamo cercato di dare un segnale forte ,che non voleva essere una vetrina delle vanità, ma piuttosto una dimostrazione di come, con  coraggio, donne e uomini appartenente alla parte sana della società stanno costruendo modelli positivi.  Abbiamo cercato di affermare  la nostra sfida e l’impegno di dare come dirigenti, insegnanti ed operatori del sociale una risposta vera e concreta alla discriminazione verso le fasce deboli della nostra popolazione: donne, bambini, anziani, omosessuali e stranieri.
    Abbiamo cercato, e sono certo ci siamo riusciti, di dare un’immagine positiva del Canavese ai nostri ospiti, perché come dice Elviro Langella abbiamo presentato le “persone belle” che hanno voglia di mettersi in discussione e di cambiare.
    Elviro Langella, siciliano, che curerà l’evento in Sicilia insieme alla giovane editrice Arianna Attinasi arriva da una terra dove forte e coraggiosa è la contrapposizione con i poteri omertosi e le sue parole sicuramente assumono un significato particolare: 
  • “Capisco anche le amarezze delle molte porte sbattute in faccia.
  • Non ultima la diserzione della stampa.
  • Anche se in tutta sincerità, considero questa lacuna nella diffusione dei media una vera nota di merito di questo evento.
  • Non suoni consolatorio un giudizio così singolare.
  • Si può ancora dubitare che i media abbiano una responsabilità nel fenomeno dilagante del femminicidio?
  • Qui in Sicilia dicono: “chi mangia fa molliche”.
  • Voglio dire che chi è impegnato in prima linea nella lotta alla violenza prima o poi non può esimersi dal guardare oltre il velo di Maya, e puntualmente appare evidente che non si può lottare nessuna violenza senza lottare il silenzio, inevitabilmente complice della violenza.
  • Il silenzio dei media, delle istituzioni o di chi semplicemente si trova ad essere testimone suo malgrado.
  • Non posso che scandalizzarmi della sprezzante diserzione dei giornali e dei media locali.
  • Soprattutto in qualità di ospite di questa manifestazione straordinaria, non fosse altro perché rappresentata dalla più nota scrittrice del mondo
  • Guardando con gli occhi imparziali di un osservatore esterno proveniente dalla Sicilia, credo poter rivendicare il legittimo diritto di denunciare il subdolo tentativo della stampa di imbavagliare quel messaggio di altissimo impegno sociale anche a costo di passare sopra con beata strafottenza, su Dacia Maraini che si è spesa con tutta l’autorevolezza della sua cultura sull’emergenza dei crimini dilaganti nel Paese.  
  • Ci sarà pure un limite al comune senso del pudore di queste animelle abili nella disinformazione, al soldo dei politici o piuttosto divulgatori morbosi di gossip e del feticismo della cronaca nera disseminata di orrori e donne spettacolarmente crocifisse sotto un cavalcavia!
  • Potevamo illuderci che l’effetto DOMINO di cui parla Vittoria risultasse facile e senza impedimenti?
  • Le vere tessere del domino che ne garantiscono la vita e la diffusione e consentono concretamente di compattare la squadra, sono le PERSONE BELLE  col loro passaparola, con la loro convinzione e la determinazione ad osare. Un tiepido consenso ahimè, compromette il gioco e rompe d'incanto la magia”.
  • 8Ma noi non abbiamo intenzione di rompere la magia della nostra sfida. Perché come ci ha scritto Vittoria Doretti, da Grosseto: “Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento”. Lasciamo agli altri costruire i muri noi siamo gente da mulini a vento. Noi continueremo a impegnarci per creare nella scuola occasioni di crescita e riflessione veicolandole al tessuto sociale del territorio, sforzandoci affinchè  la scuola sia sempre più terreno fertile per iniziative progettuali ad ampio respiro di formazione e ricerca. 
  • E lo faremo di sicuro  perchè…“mi ha colpito il coraggio delle imprese africane” (Dacia Mariani)
Martedì, 15 Aprile 2014 20:37

in difesa della nostra scuola

BurattinaioSi pone obbligatoria una riflessione sul ruolo che, in questi venti mesi di mio incarico, la stampa ha assunto in relazione ad un azione di delegittimazione dell’operato della dirigenza e di discredito della nostra scuola.
Lo faccio ora, dopo mesi di articoli faziosi, perché per la prima volta oggetto dell’attacco sono stati i nostri studenti. Il riferimento è all’articolo apparso oggi su “La voce” dal titolo BANCHETTE. FURTO DURANTE LA GITA DI TERZA MEDIA.

Lo faccio ora, ma inizio da oggi a denunciare, andando a ritroso, tutta la campagna mediatica che in questi mesi è stata orchestrata contro il nostro Istituto e di cui qualcuno, prima o poi dovrà rendere conto.

Un’analisi attenta dell’articolo ci farà comprendere come spesso un certo tipo di giornalismo puo’ diventare strumento di denigrazione e come  certi giornalisti pur di scrivere a comando
considerino, parafrasando l’attore comico Fred Allen “un essere umano un oggetto avvolto nella pelle”. Perché esseri umani meritevoli di rispetto dovrebbero essere  gli studenti accusati di furto ed i docenti rei di non avere chiesto scusa o il dirigente che non ci ha voluto mettere la faccia. Questo dovrebbe essere scontato, ma non per certi giornalisti.
Il titolo è già una sintesi del tema dominante dell’articolo: un furto durante una gita. Tutto riconducibile a Banchette, alla scuola di Banchette, agli studenti di Banchette, ai docenti di Banchette. Nessun dubbio, nessun piccolo cedimento rispetto alla “verità” che deve in ogni caso essere affermata perché gli oggetti dell’attacco che il grande burattinaio ha individuato non possono essere risparmiati.
In ogni caso è bello aprire l’articolo con il piccolo manipolo di eroi pronti a riconsegnare la dignità ad una terra tradita dai suoi stessi figli, quindici coraggiosi che riporteranno in Toscana il buon nome di Eporedia, quella che il giornalista definisce la “patria”  dei nostri splendidi eroi.
Che poi questa coraggiosa  spedizione e le quattro righe dell’articolo possano garantire  un significativo e gratuito spot pubblicitario ai "famosi" personaggi conta poco per il giornalista. Quello che importa è andare a fondo alla “circostanza allucinante” che spinge il nostro eroe a dire che sarebbe bastato “
un semplice gesto di scuse, aldilà di prove o non prove“. Viene insomma introdotto il concetto della “scusa  a prescindere” della “richiesta di perdono preventivo” al di là delle prove e dei fatti.
Insomma al di là di ogni ragionevole dubbio i docenti avrebbero dovuto chiedere scusa per qualcosa che non si è certi sia riconducibile alla loro responsabilità.
Il  giornalista mostra una profonda conoscenza del fitto carteggio
tra il Museo, Barbiero, la Direzione Scolastica ed il Comune arrivando ad affermare che - nessuno vuol prendersi la briga di metterci la faccia, specie se “non ci sono prove“- Sarebbe interessante capire cosa vuol dire per il giornalista “metterci la faccia” e come fa a sapere che la dirigenza del nostro Comprensivo non si sia mossa, non essendoci prove.
Al povero Sindaco di Banchette che si trincea dietro un telefonico “di questa storia non so nulla” viene addirittura attribuita una fantomatica quanto inquietante “letteraccia” contro di me, indirizzata nientedimeno al “Ministero”. Confidando negli impegni del Ministro spero che la missiva con relativo e meritato richiamo ai miei doveri mi venga recapitata dopo le vacanze di Pasqua.
E così i due obiettivi individuati dal burattinaio sono colpiti.
Poco importa che ad essere principalmente colpiti siano gli studenti delle terze medie di Banchette ed i loro insegnanti che, con sacrificio e passione li hanno accompagnati in gita.
Poco importa che Luigi Tronci direttore del museo mi abbia affermato personalmente che si è accorto della sparizione dei dvd la sera riponendo negli armadi il materiale e non “
all’istante” come strumentalmente dichiarato dal giornalista.
Poco importa che Luigi Tronci smentisca di avere riferito quella frase come riportato nel virgolettato dell’articolo. Sarebbe interessante sapere dall’abile giornalista come si può scrivere una citazione fra le virgolette facendole seguire da una frese del tipo “
riferisce, grosso modo, al telefono”. Le virgolette esprimono una frase compiuta non detta “grosso modo”.
Sarebbe stato forse interessante sapere che il sottoscritto nel breve scambio di informazioni con il Sindaco abbia espressamente detto:
buongiorno,

sicuramente intollerabile se il fatto denunciato dovesse risultare vero. Altrettanto intollerabile se la notizia fosse falsa e gettasse discredito sul nostro territorio e sulla nostra scuola. E' interesse di tutti che la verità emerga. 
Mi aggiorni pure sugli sviluppi e su eventuali denunce pervenute alle autorità giudiziarie. Io, per quanto mi riguarda, cercherò di fare chiarezza su quanto successo.
Cordiali saluti
Antonio Balestra
La verità prima di tutto, senza alcuna reticenza e strumentalizzazioni.

Chiaramente il burattinaio ringrazia.

Lunedì, 07 Aprile 2014 11:29

Il WEB è bellissimo ma…

  • Vi presentiamo l'indagine sui rapporti con i social network, da un questionario di 206 studenti fra Banchette e Lessolo, a cura della dottoressa Marita Ceretto, prestata (gratuitamente) alla scuola*. Ha seguito il progetto la prof.ssa Irene Serracchioli autrice dell'articolo.
  • webUn giorno la tecnologia ci ha sorpreso alle spalle.
  • A un certo punto le persone – specialmente i ragazzi e gli adolescenti anche di più – hanno attenuato il contatto con la realtà, che spesso è sfumata e si è fatta imprendibile, lontana. Sempre più magmatica per noi che siamo, di colpo, invecchiati.
  • L’attenzione, ad esempio: la afferri e quella sfuma, la carpisci e ti prende in giro, svolta l’angolo e ti dà le spalle proprio mentre credevi di fermarla, stavolta.
  • Gli occhi, soprattutto, e le mani: vagano, si spostano, non sanno posarsi, restano inquieti alla ricerca di qualcosa, senza requie. “Guardami!”, ma quello sguardo dura un istante, inafferrabile.
  • Il gesto, anche, quello concreto, una carezza o un abbraccio forte, mani intrecciate al sole, una pacca e “sto qui vicino a te”, amicizia a braccetto: si dirada, complicato da insostenibili conseguenze. Sostituito da uno smile che sintetizza tutto e scioglie i nodi, salta gli inciampi, facilita.
  • La tecnologia non è il babau, ma è quello l’ippogrifo col quale i nostri ragazzi partono fra le nuvole, è lì che l’attenzione si fa intermittente, è proprio dentro un iPhone che scappano occhi mani e parole che a furia di fuggire si disfanno perduti chissà dove.
  • Anche per questo con Marita Ceretto abbiamo deciso di affrontarlo, quel mondo, di entrarci un po’ da intruse insieme a loro: ragazzini di 13, 14 anni, senza corazze né tante attese, adolescenti-bambini che crescono da adulti in un sistema in cui sono solo clienti, dove uno schermino avanti agli occhi è il massimo dell’inclusione, in cui sei dentro se ti butti fuori dalla consapevolezza.
  • Anche perché la realtà alle volte salta fuori senza scrupoli: quando dietro al profilo facebook il “ragazzino” diventa ultraquarantenne, quando dall’appuntamento nasce l’incubo, l’amico esce dalla rubrica e mostra una faccia orribile, l’ingenuità diventa costosa, “mi piace” diventa “ti voglio”.
  • Quando succede, prime a pagare sono le ragazze, quelle senza difese, che la pubblicità vuole sempre in vetrina, perennemente esposte su un palcoscenico, in mostra accecate dai flash, belle, giovani, appetibili.
  • Marita Ceretto sa comunicare, parla con gli studenti e li guarda negli occhi, fa domande e chiede risposte. A loro piace, capisce la loro lingua, ride perfino, niente voti.
  • Non giudica, non condanna: solo, avverte. Qualcuno – qualcuna – potrebbe farsi male, attenzione a bugie e lusinghe.
  • L’interesse è genuino, finalmente si parla di loro, i ragazzi della scuola media, che ora vogliono comprendere, pensare, riflettere su se stessi.
  • Dopo ogni incontro, qualcuno ne vorrebbe ancora.
  • Alla fine, Marita proprio sui social network propone un questionario, dal quale emerge un mondo che ci tocca comprendere.
  • Vi invitiamo a leggerlo con attenzione, poiché alle volte crediamo di conoscere, poi scopriamo di non sapere granché.
  • I.S.
  • *Il questionario segue un’attività di informazione sui “pericoli dei social network”, alla quale hanno aderito 3 classi seconde e 5 terze di Banchette, la seconda e la terza di Lessolo.
  • I RISULTATI DEL QUESTIONARIO IN UN FILE PDF DA SCARICARE
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