Venerdì, 11 Marzo 2016 12:21

Scuole senza Zaino. Proposta conoscitiva della Rete

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Scuole senza zaino

 

Incontro con la Dirigente scolastica Daniela Pampaloni

 

Lunedì 7 marzo 2016 presso la scuola media Banchette si è tenuto l’incontro di presentazione del modello di Scuola senza zaino, organizzato dalla Dirigente Scolastica dell’istituto Comprensivo di Pavone Marzia Giulia Niccoli su proposta dei genitori del Consiglio di Istituto.

 

Il pomeriggio formativo era rivolto agli insegnanti della scuola primaria, ai coordinatori di classe della secondaria di I°grado, ai fiduciari delle scuole dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo di Pavone e a tutti i genitori rappresentanti delle 60 classi.

Un incontro coinvolgente anche grazie all’entusiasmo e alla capacità comunicativa di Daniela Pampaloni, Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Fauglia (Pisa) che per la Rete delle Scuole Senza Zaino, è responsabile delle regioni Lombardia, Campania, Molise e Sicilia e coordinatrice del centro ricerca “Ambienti di apprendimento”.

 

Era presente anche Giorgio Borrometi, formatore della Rete scuole senza Zaino e docente all’Istituto comprensivo di Brusasco.

 

Moderatrice la dirigente Marzia Giulia Niccoli.

 

Si riassumono qui i contenuti dell’incontro.

 

Il modello

 

L’esperienza Scuola senza Zaino nasce nel 2002 a Lucca grazie al maestro Marco Orsi che ancora oggi, Dirigente scolastico, scrittore e comunicatore, ne rappresenta l’anima, per poi diffondersi prima in Toscana e quindi, dopo aver pubblicato le linee guida teoriche, nelle varie regioni d’Italia, con uno sviluppo esponenziale negli ultimi anni.

 

 Il modello pedagogico si innesta nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo, secondo le possibilità offerte dal Regolamento sull’autonomia DPR. n. 297 del 1999 ed è orientato all’apprendimento per competenze, innanzitutto per competenze di cittadinanza*.

 

I riferimenti teorici sono quelli della psicologia e della pedagogia classica, in particolare Dewey e Freinet, fino ad arrivare alle neuroscienze e in particolare al concetto dei neuroni specchio: si impara per imitazione, guardandosi nell’altro.

 

I Valori

 

I cardini sono i valori di Responsabilità, Comunità e Accoglienza.

 

La disposizione della classe, le modalità con cui gli studenti affrontano e organizzano la giornata scolastica, la guida degli insegnanti con una didattica collaborativa, fanno sì che si sviluppi e accresca il senso civico, di impegno e cura dell’ambiente in cui gli alunni vivono.

 

Gli spazi dell'aula e quelli della scuola sono pensati per la realizzazione di questi valori, attraverso uno sviluppo dell’autonomia personale, un’assunzione di compiti, un lavoro cooperativo dei docenti e degli studenti

 

Può essere applicato a tutti gli ordini di scuola.

 

Le Aule

 

Punto di partenza lo spazio, il setting d'aula.

 

Si è partiti dal ritenere che le aule con i banchi messi in fila non fossero funzionali all'apprendimento così come quella con i banchi a ferro di cavallo, cambiare lo spazio significa pensare ad una didattica diversa.

 

Al posto dei banchi quindi sono stati inseriti dei tavoli con 5/6 bambini.

 

Le aule di scuole nuove sono 50mX50m ma anche nelle aule esistenti è possibile organizzare scuole senza zaino.

 

Ogni scuola senza zaino è anche calata nel territorio di appartenenza.

 

Tutti i materiali sono condivisi, in ogni tavolo c'è a rotazione un responsabile del materiale con un percorso di crescita anche rispetto all'assunzione di responsabilità.

 

Nell'aula è presente la zona chiamata l'agorà, uno spazio che può essere allestito con tappeti, oppure cuscini o pavimento in legno. È il momento in cui avviene l'accoglienza, l'incontro dell'inizio della giornata. È un tempo in cui insieme con qualsiasi insegnante ci sia si passa un quarto d'ora o mezz'ora a seconda delle situazioni e dei momenti. È il momento in cui si entra e si accoglie.

 

Nella classe quarta e quinta primaria si sostituisce l'agorà con divanetti dove sono posizionati anche libri.

 

Ci si può anche alzare liberamente e andare all'agorà anche nel corso della giornata.

 

Completano l’aula le stazioni di apprendimento cioè angoli con materiali giochi per gli apprendimenti, uno o due computer, o schede che si possono fare da soli o in coppia, ciò permette ai bambini di andare liberamente e accedere al materiale.

 

Non c'è la cattedra ma un angolo dove l'insegnante può avere il computer elettronico, i libri nel senso che non c'è una cattedra dove l'insegnante sta seduto.

 

L’impianto

 

L'organizzazione permette di curare meglio tutti i bambini e i ragazzi, il gruppo non è sempre per livello ma può essere modificato a seconda deli momenti.

 

Il modello scuola senza zaino non è in contrapposizione a quella tradizionale perché comunque amplifica solo alcuni concetti, le relazioni docente alunno.

 

Alla scuola primaria non si usano i voti sui quaderni ma solo sulla scheda come da indicazioni attraverso percorsi di autovalutazione.  Le verifiche non dovrebbero essere fatte ma si può organizzare un lavoro didattico per vedere a che punto sono i ragazzi, l'importante è far perdere l'ansia. I ragazzi sono bravissimi a fare l'autovalutazione.

 

Anche la comunicazione visuale viene curata con attenzione, attraverso immagini, cioè pannellistica di gestione quotidiana: calendario, procedura per uscire...

 

Azioni sempre condivise con i bambini e spesso costruite insieme, non regole trasmissive e imposte ma condivise.

 

Si sostituisce lo zaino con borse, di tutti i generi. A Milano create dalle donne del carcere, a Pontedera dalle donne dell'Auser, in altri casi costruite dai genitori. I bambini devono mettere pochissime cose perché il materiale si trova tutto a scuola.

 

Gli Insegnanti

 

Ê necessaria la volontà innanzitutto degli insegnanti che, in quanto  professionisti riflessivi che devono voler attuare il progetto che risulta importante ma anche impegnativo. E’ necessario volersi mettere in gioco, voler sperimentare modelli di insegnamento e di gestione della classe diversi e che richiedono impegno costante.

 

L’impegno richiesto ai docenti è importante e il cambiamento nell’organizzazione del lavoro e delle attività è profondo, che non può esistere una lezione tipo perche’ ogni lezione deve essere calata e costruita sulla realtà e sugli studenti di quella specifica classe.

 

La formazione prevede: 20 ore il primo anno con la Rete senza zaino, 20 ore il secondo anno e 10 ore dal terzo, gestite anche autonomamente dall'istituzione.

 

Importante anche l'aula insegnanti, luogo e spazio accogliente

 

Il materiale

 

Il materiale viene acquistato dai genitori. Vengono richiesti da 50 a 60 euro possono essere gestiti dai genitori o dagli insegnanti o dalla scuola. Si comprano quaderni, penne, matite

 

Non tutte le scuole primarie usano i libri, si possono comunque comprare con le cedole o usare il valore delle cedole per altro materiale alternativo o costruirlo.

 

Nella scuola secondaria più complicato ma ci sono possibilità come book in progress, contenitore di materiali didattici sostitutivi dei libri di testo, scritti dai docenti della rete nazionale per gli Istituti di primo e secondo grado http://www.bookinprogress.org/

 

Quando i ragazzi cambiano scuola si trovano bene perché i ragazzi hanno costruito una propria identità, sanno cosa sanno fare e cosa non sanno fare.

 

 Numerose domande di docenti e genitori hanno concluso l’incontro, lasciando comunque a tutti il desiderio di approfondire il modello.

 

Un grazie alla disponibilità della dirigente Daniela Pampaloni che ci ha permesso di conoscere un modello di scuola e ci ha coinvolti con il suo entusiasmo.

Verbale dell'incontro è stato anche redatto dai genitori del Consiglio di Istituto ed inviato ai docenti ed ai genitori Rappresentanti.

 

 

*Le competenze chiave di cittadinanza

 

1. Comunicare nella lingua madre

2. Comunicazione in lingue straniere

3. Competenza matematica e competenza di base in campo scientifico e tecnologico

4. Competenza digitale

5. Imparare a imparare

6. Competenze sociali e civiche

7. Spirito di iniziativa e di imprenditorialità

8 Consapevolezza ed espressione culturale

 

     (da Indicazioni Nazionali 2012)

 

 

 

Dal sito www.senzazaino.it che vi invitiamo a visitare  la filosofia che sta dietro al progetto Senza zaino, per una scuola comunità:

 

Benvenuti in Senza Zaino

 

Togliere lo zaino è un gesto reale, infatti  gli studenti delle scuole sono dotati di una cartellina leggera per i compiti a casa, mentre le aule e i vari ambienti vengono arredati con mobilio funzionale e dotati di una grande varietà di strumenti didattici sia tattili che digitali.  Ma togliere lo zaino ha anche un significato simbolico in quanto vengono realizzate  pratiche e  metodologie innovative in relazione a tre valori a cui ci si ispira:  la responsabilità, la comunità e l’ospitalità.

 

 Si tratta di realizzare una scuola diversa da quella tradizionale che è normalmente impostata sull’insegnamento trasmissivo e  standardizzato impartito nei tipici ambienti definiti  cells & bells (celle e campanelle), unidimensionali, dove  aule spoglie sono ammobiliate con le consuete file di banchi posti di fronte ad una cattedra, cui fanno da riscontro disadorni atri e  vuoti spazi connettivi.

 

Se ci si fa caso  si tratta di una questione planetaria.  Infatti in molte parti del mondo gli studenti utilizzano lo zaino per  portare a scuola e riportare a casa il proprio materiale come libri, quaderni, penne, matite, gomme, forbici, squadre e righe, colori ecc.  La cosa per la verità è un po’ strana. Nessuno si è mai domandato perché un qualsiasi lavoratore trova i propri strumenti del mestiere sul posto di lavoro al contrario degli studenti.  In effetti lo zaino comunica un senso di precarietà e di inadeguatezza,  non a caso è stato inventato – come si può facilmente leggere in un qualsiasi vocabolario -  per gli alpinisti e per i soldati con il chiaro scopo di affrontare luoghi inospitali.   

 

Rendere le scuole ospitali è, dunque, un impegno di cambiamento. E tuttavia l’ospitalità implica non solo costruire ambienti belli ed amichevoli, ma anche accogliere le diversità, far sì che ciascuno diventi responsabile per i propri e gli altrui talenti, originalità, bisogni e in generale per il precorso di crescita e di apprendimento.  Inoltre bisogna riflettere sul fatto che conoscere il mondo significa renderlo a noi comprensibile, trasformarle, umanizzarlo per farlo diventare, appunto, ospitale. La responsabilità e l’ospitalità, infine, si aprono alla costruzione della scuola come comunità, luogo di condivisione, di cooperazione e co - costruzione del sapere”.

 

www.senzazaino.it

 

27 febbraio

Incontro con la Dirigente Scolastica dott.ssa Daniela PAMPALONI fondatrice della rete “scuole senza zaino”

                                    

                                               LUNEDI’  7  MARZO 2016

                                              Dalle ore 17.00 alle ore 19.00 

                                       Presso la scuola media di Banchette 

 

In accordo con i genitori del Consiglio d’Istituto, si porta all’attenzione delle SSLL l’esperienza della Rete di Scuole senza zaino che raccoglie l’adesione di molte scuole in tutta Italia.  Nelle scuole che aderiscono a questa Rete si realizzano pratiche e metodologie innovative nel rispetto di tre valori fondanti: la responsabilità, la comunità e l’ospitalità .

E’ un’esperienza del fare scuola molto importante che merita di essere conosciuta e per scoprire la filosofia che sta alla base di Scuole senza Zaino è stata invitat la Dirigente Scolastica che è fondatrice della Rete, la dott.ssa Daniela Pampaloni che avremo il piacere  di avere con noi Lunedì 7 marzo dalle ore 17 alle ore 19 presso  la scuola Pertini.

Sarà un momento di incontro che vedrà la presenza di una rappresentanza dei genitori (il rappresentante di classe di ogni classe dell'Istituto o suo delegato), tutti i docenti della Primariadocenti dell’infanzia e almeno un rappresentante per ogni Consiglio di classe della Scuola secondaria di primo grado.

Immagine dell'articolo il logo della rete Scuole senza Zaino.

La vicepreside

Maria Paola Borriello

 

 

Letto 13240 volte Ultima modifica il Sabato, 12 Marzo 2016 20:02

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