Domenica, 08 Giugno 2014 17:52

Ultimo giorno di scuola per primarie e medie

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  • È finito anche quest'anno scolastico ricco di momenti intensi, come la vita e a tutti coloro che ci hanno accompagnati nel cammino porgo un saluto.
    Grazie innanzitutto a tutti i bambini e ai ragazzi del nostro Istituto Comprensivo, che sanno emozionarci e donarci sempre la loro freschezza ed entusiasmo.
    Grazie a tutti gli insegnanti che hanno affrontato ogni giorno con impegno e professionalità, che hanno saputo trasmettere il senso dell'appartenenza ad una classe, ad una comunità, accogliendo, coinvolgendo, guidando nella conoscenza e nella crescita i loro alunni e che si sono impegnati per mettere in comune la ricchezza professionale ed umana di ciascuno.
    Grazie al Consiglio di Istituto, che ha gettato le basi del nostro istituto ed è luogo di scelte importanti per la crescita del nostro comprensivo.
  • Grazie al nostro personale di segreteria e al personale scolastico che si è prodigato per il miglior funzionamento possibile.
  • Grazie alle famiglie, perché solo nella condivisione con loro, possiamo ottenere i risultati migliori.
  • Grazie al dirigente scolastico che ha guidato il comprensivo con la capacità di immaginare  una scuola come luogo di lavoro e di apprendimento ricco di opportunità.
  • Un "in bocca al lupo", alla lupa romana, che custodisca nella sua bocca con cura i nostri cuccioli, che sono il nostro presente e il nostro futuro: ai bimbi che passeranno alla scuola primaria, alle ragazze e i ragazzi delle classi quinte che andranno alle scuole medie. E un in bocca al lupo soprattutto alle ragazze e ai ragazzi che dovranno affrontare l'esame conclusivo del primo ciclo di istruzione e spiccheranno il volo verso gli istituti superiori, che portino nel loro bagaglio i valori che hanno imparato in questi anni e che siano sempre portatori di scelte giuste, coraggiose ed etiche.
  • Un abbraccio a chi ci ha lasciati e che ora vive nei nostri cuori; cercheremo i loro sguardi  e i loro occhi nelle acque cristalline di un torrente, nei colori dell'orizzonte, nella bellezza di un fiore, nei profili delle vette più alte.
    Ci restano nelle pagine dei nostri ricordi soprattutto i momenti corali, gli ultimi giorni di scuola, dedicati alle recite, alle presentazioni ai genitori, alle feste, ai quaderni che raccolgono il lavoro di un anno, alle lacrime e ai sorrisi, agli abbracci.
  • .
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  • Che cosa vuol dire addomesticare?” chiese il Piccolo Principe.
    “E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
    “Creare dei legami?”
    “Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’una dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”
    “Comincio a capire”, disse il Piccolo Principe. ” C’è un fiore…Credo che mi abbia addomesticato …” (…)
    La volpe continuò: “Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò il rumore dei tuoi passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? (…)Tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”
    La volpe tacque e guardò a lungo il Piccolo Principe:
    “Per favore …..addomesticami” disse.
    (…)
    Il Piccolo Principe se ne andò a rivedere le rose.
    “Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente” disse.
    “Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo”.
    E le rose erano a disagio. “Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa.”
    (...) disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
    “L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il Piccolo Principe per ricordarselo.
    “E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
    Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupery

 

Nella foto gli alunni delle delle cinque classi terze della scuola media di Banchette.

Nella foto in home gli alunni della primaria di Pavone formano la parola FINE.

 

Sul sito saranno pubblicati via via notizie di interesse per le famiglie degli alunni e per gli insegnanti

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Letto 2759 volte Ultima modifica il Martedì, 10 Giugno 2014 20:31

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