Lunedì, 19 Maggio 2014 19:56

La scuola partecipata

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  • La costruzione di un istituto comprensivo è operazione complessa e che richiede tempi lunghi. 
  • Si può indagare sulle motivazioni che ne stanno alla base, anche di risparmio in termini di risorse umane e materiali, sui quali non entro perchĂ© esulano dall'argomento, ma non va dimenticato che la sua nascita è legata alla possibilitĂ  di offrire opportunitĂ  facilitanti per la costituzione di un percorso in qualche modo verticale ai tempi, anni '90, in cui si volevano salvaguardare le scuole collocate in aree montane.
    Oggi, a fronte delle Nuove Indicazioni Nazionali, il comprensivo può essere luogo di applicazione di un curricolo unitario che abbracci la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, un ambiente di apprendimento e luogo di lavoro, una comunità professionale della quale ci si senta componente attiva.
    Un'operazione di grande portata soprattutto se, come nel nostro Istituto, si tratta di quasi 60 classi collocate in 11 plessi diversi e cinque comuni diversi.
    Ma soprattutto con circa 150 persone coinvolte fra docenti e personale e 1250 alunni, intorno ai quali ruotano 2500 genitori, una comunitĂ .
    Perché la scuola è formata da persone e tutte loro possono e devono essere messe nelle condizioni di operare nelle migliori condizioni possibili anche per un corretto funzionamento di una istituzione ma soprattutto perché a scuola, come alunni, come docenti, come personale, ci si possa stare bene.
    Ed è quindi fondamentale il sentirsi parte di un progetto comune, sentirsi costruttori, ognuno nel proprio ambito, tasselli che tutti insieme ne compongano un mosaico.
    Mosaico in divenire perché gli scenari di senso verso cui bisogna tendere dovranno essere sempre essere dinamicamente volti verso le migliori forme possibili.
    Una scuola partecipata è quella in cui si comprende l'obiettivo e ci si sente una parte del tutto.
    Questo è ciò per cui si sta operando, espresso in apertura nel nostro Piano dell'Offerta Formativa, con le parole di don Milani “Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”, nel differenziare la proposta formativa adeguandola alle esigenze di ciascuno, per realizzare un progetto educativo ricco e articolato con la pluralità di esperienze di cui ogni alunno è portatore. Una scuola in cui la centralità della persona trova la sua ragione di essere nel fornire opportunità e supporti adeguati affinché ognuno sviluppi un’identità consapevole e aperta.
    Pur proponendosi come punto di riferimento, questo Piano dell’Offerta Formativa rimane flessibile, aperto al confronto per una ridefinizione partecipata, disponibile all’innovazione, in cammino continuo per formare ogni persona sul piano cognitivo e culturale affinché possa affrontare positivamente l’incertezza e la mutevolezza degli scenari presenti e futuri e per trovare sempre nuove strategie di ascolto, di inclusione, di arricchimento.
    Il Collegio Docenti è l'organo preposto alla definizione didattica, raccogliendo le istanze dei dipartimenti, delle funzioni strumentali, dei fiduciari di sede, delle commissioni, dei consigli di team e di classe, e presso il quale il dialogo e lo scambio di opinioni possono essere fucina delle proposte che saranno scelte come caratterizzanti.
    Scuola dell'autonomia come espressione possibilitĂ  di scelta, il che implica di responsabilitĂ  e di impegno.
    Suola dinamica e flessibile per potersi confrontare con la complessitĂ  del reale e orizzonti ad ampio respiro.
    Scuola che accolga sfide importanti e le faccia proprie grazie al senso di appartenenza, che si consolida nel tempo, mettendosi anche in gioco, col coraggio di scardinare l'abitudine per una scelta.
    Scuola che offra anche risposte alle tensioni del territorio, alle istanze degli utenti, a partire dalle fasce piĂą deboli.
    Scuola aperta all'ascolto, al dialogo, in cui sia possibile sentirsi parte e costruttori attivi.
    Scuola in cui ognuno possa trovare spazio per esprimersi.
    Scuola dell'autonomia in cui si possano riempire i quadri generali di riferimento con la concretezza delle diverse esperienze vissute e con le culture professionali che ognuno di noi ha acquisito.
    Scuola della leadership diffusa, in cui si possano condividere buone pratiche, come presentate durante il Collegio Docenti da due colleghe, in cui un insegnante si rende disponibile a supportare tutti i Consigli di classe durante gli scrutini finali, in cui si affrontino insieme e pure nel rispetto reciproco le diverse scelte dei tre ordini di scuola.
    In cui si possano creare grandi momenti di incontro sul territorio e poi trovare momenti informali per ascoltare le canzoni di una docente e cantarle insieme.
    A questo si vuole tendere, un cammino lungo e complesso e che sta avvenendo grazie al contributo di tanti e di cui forse ora iniziamo ad essere piĂą consapevoli.
    Noi tutti, infanzia, primaria e medie, ci siamo trovati in qualche modo a confluire senza averlo chiesto in una nuova istituzione, noi tutti abbiamo dovuto rinunciare ad una parte della nostra identitĂ , delle nostre abitudini ma al di lĂ  della burocrazia che parrebbe imbrigliare, sono molti i momenti in cui noi possiamo essere artefici e motori di sviluppo.
    Io personalmente sono venuta a contatto con moltissime storie diverse, con le variegate sfumature dell'arcobaleno della vita e sono queste che mi hanno insegnato, che mi hanno arricchita e mi hanno resa consapevole di quanto sia importante lavorare il piĂą possibile congiunti e rivolti verso l'altro.
    I passi compiuti insieme sono stati tanti e importanti, ora iniziamo a conoscerci, a confrontarci, a trovare occasioni di scambio, ora iniziamo a raggiungere la consapevolezza di quale sia il senso del nostro Piano dell'Offerta Formativa, di quale sia il quadro che siamo riempiendo di colori nuovi e possiamo tendere davvero alla costruzione del comprensivo.
    Una scuola che al centro metta la persona, sempre.
  • Maria Paola Borriello
Letto 1150 volte Ultima modifica il Lunedì, 19 Maggio 2014 20:02

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