Sabato, 17 Maggio 2014 14:08

il coraggio delle imprese africane

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  • censuraE’ passata una settimana dall’evento sul femminicidio e rimangono le emozioni e le sensazioni, che le persone straordinarie  che sono state con noi ci hanno lasciato, ed il senso della scommessa che ci dovrà accompagnare nel nostro lavoro che lavoro non è.
  • Mi ero riproposto di ripercorrere le alquanto incomprensibili (per usare un eufemismo) posizioni della stampa locale nei confronti del nostro istituto e l’avrei fatto a ritroso, ma ritengo sia doveroso adesso riflettere sullo spazio che i giornali ed i mass media hanno dedicato all’evento.
  • Inizierei da alcuni dati oggettivi. Il 9 maggio all’anfiteatro di Montalto Dora erano presenti circa trecento spettatori, fra cui  diversi sindaci e politici locali, rappresentanti delle forze dell’ordine, della ASL TO4, del consorzio in.re.te, di fondazioni del territorio, di associazioni operanti contro la discriminazione nei confronti delle donne. Erano presenti  inoltre numerosissimi docenti, e molti dirigenti scolastici del territorio e della Provincia.
    Sul palco c’era la più grande scrittrice italiana contemporanea, due dottoresse coraggiose che sono fra le promotrici di un protocollo interistituzionale che favorisce l’accoglienza al pronto soccorso di persone appartenenti alle fasce deboli  vittime di violenza.  Un protocollo che si sta diffondendo in tutta Italia grazie alla tenacia ed al coraggio di donne e uomini che in prima linea lavorano nell’emergenza dei pronti soccorsi e delle Procure italiane.  C’era una rappresentante dell’Ufficio Scolastico regionale. Era presente l’organizzatore e la giovane editrice siciliana che porteranno l’evento in Sicilia creando un simbolico e reale ponte far la nostra regione e l’isola. Sulla spinta dell’energia trasmessa dal carisma di Dacia Maraini, dall’entusiasmo e dalla carica delle dottoresse toscane, sono state messe le basi per un progetto pilota che potrebbe prendere l’avvio proprio dal canavese e che dovrebbe vedere l’avvio di un campus di formazione per “sentinelle” che operano nell’ambito scolastico a cura della task force guidata dalla dottoressa Vittoria Doretti.
    4Insomma c’erano tutte le condizioni per un evento che avrebbe dovuto avere  la massima  attenzione da parte degli organi di stampa locali. 
    Invece la presentazione alla stampa dell’evento è stata disertata in massa da tutti i giornalisti. A seguito di un altro comunicato stampa è stata data qualche residua notizia dell’evento e pochissimo è stato lo spazio riservato nei giorni successivi. Alcuni giornali hanno preferito ignorare del  tutto la notizia.
    Gli stessi giornali che il giorno dopo davano grande risalto al salvataggio di tre anatroccoli che rischiavano l’annegamento nella Dora ad Ivrea. Gli stessi giornali che nei giorni precedenti avevano speso notevole quantità di pagine e di inchiostro per raccontare l’arrivo in Canavese di  Jimmi Ghione di “striscia la notizia”. Gli stessi giornali che avevano dedicato intere pagine sulla diffusione di un video privato, senza tralasciare con morbosità i  particolari più pruriginosi, mettendo alla berlina una giovane donna eporediese.
    Mi chiedono perché in questi due anni di mia dirigenza non sia stato dato risalto alle numerose iniziative organizzate dalla nostra scuola mentre  invece non sono mancati articoli anche diffamatori di attacco alla scuola. Le risposte possono essere tante ma forse potrebbe risultare in parte chiarificatore questo bel siparietto avuto con una giornalista e con il redattore di un giornale locale. Forse sarà più chiara la differenza fra chi si piega ai giochi dei piccoli poteri e chi difende con determinazione la scuola libera.
    Dopo la conferenza stampa andata deserta invio il comunicato stampa con il quale diffondo i particolari dell’evento.  Dopo 5 minuti ricevo una email da una giornalista di un giornale locale che scrive:
     “ Ne approfitto per chiederLe se ha ricevuto il nostro invito a partecipare all'iniziativa promossa da anni ormai dal nostro circuito di media locali, denominato (omissis). Fino a due anni fa abbiamo sempre ricevuto adesioni”. Incredulo rispondo:
    “Mi informo venerdì in sede. Spero che non ci siano legami fra le due cose”.
    La giornalista replica: “E' per sapere perché fino a due anni fa c'erano adesioni e poi non ci sono più state. Solo per capire cosa e' cambiato nella scelta.
    Forse come in questo caso non è arrivato l'invito. Per questo mi chiedevo se aveva ricevuto la lettera”.
  • Tralascio la continuazione del dialogo e l’inserimento del solerte redattore che mi fa la sua bella lezioncina sul codice deontologico dei giornalisti assicurandomi la pubblicazione di un articolo sull’evento. Cosa che chiaramente non avviene.
    Credo, e ne sono fermamente convinto, che la dignità di una scuola, dei suoi studenti e degli insegnanti non possa essere svenduta per due articoli o per un po’ di visibilità,  in cambio di qualche copia di giornale acquistato. Continuerò a difendere l’autonomia del nostro istituto nonostante i continui attacchi ed il boicottaggio ad ogni nostra iniziativa e continuerò a farlo denunciando questi episodi e chi abilmente li orchestra.
    Con questo evento abbiamo cercato di dare un segnale forte ,che non voleva essere una vetrina delle vanità, ma piuttosto una dimostrazione di come, con  coraggio, donne e uomini appartenente alla parte sana della società stanno costruendo modelli positivi.  Abbiamo cercato di affermare  la nostra sfida e l’impegno di dare come dirigenti, insegnanti ed operatori del sociale una risposta vera e concreta alla discriminazione verso le fasce deboli della nostra popolazione: donne, bambini, anziani, omosessuali e stranieri.
    Abbiamo cercato, e sono certo ci siamo riusciti, di dare un’immagine positiva del Canavese ai nostri ospiti, perché come dice Elviro Langella abbiamo presentato le “persone belle” che hanno voglia di mettersi in discussione e di cambiare.
    Elviro Langella, siciliano, che curerà l’evento in Sicilia insieme alla giovane editrice Arianna Attinasi arriva da una terra dove forte e coraggiosa è la contrapposizione con i poteri omertosi e le sue parole sicuramente assumono un significato particolare: 
  • “Capisco anche le amarezze delle molte porte sbattute in faccia.
  • Non ultima la diserzione della stampa.
  • Anche se in tutta sincerità, considero questa lacuna nella diffusione dei media una vera nota di merito di questo evento.
  • Non suoni consolatorio un giudizio così singolare.
  • Si può ancora dubitare che i media abbiano una responsabilità nel fenomeno dilagante del femminicidio?
  • Qui in Sicilia dicono: “chi mangia fa molliche”.
  • Voglio dire che chi è impegnato in prima linea nella lotta alla violenza prima o poi non può esimersi dal guardare oltre il velo di Maya, e puntualmente appare evidente che non si può lottare nessuna violenza senza lottare il silenzio, inevitabilmente complice della violenza.
  • Il silenzio dei media, delle istituzioni o di chi semplicemente si trova ad essere testimone suo malgrado.
  • Non posso che scandalizzarmi della sprezzante diserzione dei giornali e dei media locali.
  • Soprattutto in qualità di ospite di questa manifestazione straordinaria, non fosse altro perché rappresentata dalla più nota scrittrice del mondo
  • Guardando con gli occhi imparziali di un osservatore esterno proveniente dalla Sicilia, credo poter rivendicare il legittimo diritto di denunciare il subdolo tentativo della stampa di imbavagliare quel messaggio di altissimo impegno sociale anche a costo di passare sopra con beata strafottenza, su Dacia Maraini che si è spesa con tutta l’autorevolezza della sua cultura sull’emergenza dei crimini dilaganti nel Paese.  
  • Ci sarà pure un limite al comune senso del pudore di queste animelle abili nella disinformazione, al soldo dei politici o piuttosto divulgatori morbosi di gossip e del feticismo della cronaca nera disseminata di orrori e donne spettacolarmente crocifisse sotto un cavalcavia!
  • Potevamo illuderci che l’effetto DOMINO di cui parla Vittoria risultasse facile e senza impedimenti?
  • Le vere tessere del domino che ne garantiscono la vita e la diffusione e consentono concretamente di compattare la squadra, sono le PERSONE BELLE  col loro passaparola, con la loro convinzione e la determinazione ad osare. Un tiepido consenso ahimè, compromette il gioco e rompe d'incanto la magia”.
  • 8Ma noi non abbiamo intenzione di rompere la magia della nostra sfida. Perché come ci ha scritto Vittoria Doretti, da Grosseto: “Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento”. Lasciamo agli altri costruire i muri noi siamo gente da mulini a vento. Noi continueremo a impegnarci per creare nella scuola occasioni di crescita e riflessione veicolandole al tessuto sociale del territorio, sforzandoci affinchè  la scuola sia sempre più terreno fertile per iniziative progettuali ad ampio respiro di formazione e ricerca. 
  • E lo faremo di sicuro  perchè…“mi ha colpito il coraggio delle imprese africane” (Dacia Mariani)
Letto 4562 volte Ultima modifica il Sabato, 17 Maggio 2014 14:44

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