Martedì, 15 Aprile 2014 20:37

in difesa della nostra scuola In evidenza

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BurattinaioSi pone obbligatoria una riflessione sul ruolo che, in questi venti mesi di mio incarico, la stampa ha assunto in relazione ad un azione di delegittimazione dell’operato della dirigenza e di discredito della nostra scuola.
Lo faccio ora, dopo mesi di articoli faziosi, perché per la prima volta oggetto dell’attacco sono stati i nostri studenti. Il riferimento è all’articolo apparso oggi su “La voce” dal titolo BANCHETTE. FURTO DURANTE LA GITA DI TERZA MEDIA.

Lo faccio ora, ma inizio da oggi a denunciare, andando a ritroso, tutta la campagna mediatica che in questi mesi è stata orchestrata contro il nostro Istituto e di cui qualcuno, prima o poi dovrà rendere conto.

Un’analisi attenta dell’articolo ci farà comprendere come spesso un certo tipo di giornalismo puo’ diventare strumento di denigrazione e come  certi giornalisti pur di scrivere a comando
considerino, parafrasando l’attore comico Fred Allen “un essere umano un oggetto avvolto nella pelle”. Perché esseri umani meritevoli di rispetto dovrebbero essere  gli studenti accusati di furto ed i docenti rei di non avere chiesto scusa o il dirigente che non ci ha voluto mettere la faccia. Questo dovrebbe essere scontato, ma non per certi giornalisti.
Il titolo è già una sintesi del tema dominante dell’articolo: un furto durante una gita. Tutto riconducibile a Banchette, alla scuola di Banchette, agli studenti di Banchette, ai docenti di Banchette. Nessun dubbio, nessun piccolo cedimento rispetto alla “verità” che deve in ogni caso essere affermata perché gli oggetti dell’attacco che il grande burattinaio ha individuato non possono essere risparmiati.
In ogni caso è bello aprire l’articolo con il piccolo manipolo di eroi pronti a riconsegnare la dignità ad una terra tradita dai suoi stessi figli, quindici coraggiosi che riporteranno in Toscana il buon nome di Eporedia, quella che il giornalista definisce la “patria”  dei nostri splendidi eroi.
Che poi questa coraggiosa  spedizione e le quattro righe dell’articolo possano garantire  un significativo e gratuito spot pubblicitario ai "famosi" personaggi conta poco per il giornalista. Quello che importa è andare a fondo alla “circostanza allucinante” che spinge il nostro eroe a dire che sarebbe bastato “
un semplice gesto di scuse, aldilà di prove o non prove“. Viene insomma introdotto il concetto della “scusa  a prescindere” della “richiesta di perdono preventivo” al di là delle prove e dei fatti.
Insomma al di là di ogni ragionevole dubbio i docenti avrebbero dovuto chiedere scusa per qualcosa che non si è certi sia riconducibile alla loro responsabilità.
Il  giornalista mostra una profonda conoscenza del fitto carteggio
tra il Museo, Barbiero, la Direzione Scolastica ed il Comune arrivando ad affermare che - nessuno vuol prendersi la briga di metterci la faccia, specie se “non ci sono prove“- Sarebbe interessante capire cosa vuol dire per il giornalista “metterci la faccia” e come fa a sapere che la dirigenza del nostro Comprensivo non si sia mossa, non essendoci prove.
Al povero Sindaco di Banchette che si trincea dietro un telefonico “di questa storia non so nulla” viene addirittura attribuita una fantomatica quanto inquietante “letteraccia” contro di me, indirizzata nientedimeno al “Ministero”. Confidando negli impegni del Ministro spero che la missiva con relativo e meritato richiamo ai miei doveri mi venga recapitata dopo le vacanze di Pasqua.
E così i due obiettivi individuati dal burattinaio sono colpiti.
Poco importa che ad essere principalmente colpiti siano gli studenti delle terze medie di Banchette ed i loro insegnanti che, con sacrificio e passione li hanno accompagnati in gita.
Poco importa che Luigi Tronci direttore del museo mi abbia affermato personalmente che si è accorto della sparizione dei dvd la sera riponendo negli armadi il materiale e non “
all’istante” come strumentalmente dichiarato dal giornalista.
Poco importa che Luigi Tronci smentisca di avere riferito quella frase come riportato nel virgolettato dell’articolo. Sarebbe interessante sapere dall’abile giornalista come si può scrivere una citazione fra le virgolette facendole seguire da una frese del tipo “
riferisce, grosso modo, al telefono”. Le virgolette esprimono una frase compiuta non detta “grosso modo”.
Sarebbe stato forse interessante sapere che il sottoscritto nel breve scambio di informazioni con il Sindaco abbia espressamente detto:
buongiorno,

sicuramente intollerabile se il fatto denunciato dovesse risultare vero. Altrettanto intollerabile se la notizia fosse falsa e gettasse discredito sul nostro territorio e sulla nostra scuola. E' interesse di tutti che la verità emerga. 
Mi aggiorni pure sugli sviluppi e su eventuali denunce pervenute alle autorità giudiziarie. Io, per quanto mi riguarda, cercherò di fare chiarezza su quanto successo.
Cordiali saluti
Antonio Balestra
La verità prima di tutto, senza alcuna reticenza e strumentalizzazioni.

Chiaramente il burattinaio ringrazia.

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